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Torino: continuano le indagini sul finto allarme bomba

A Torino è stata lanciata un’inchiesta per far luce sulle cause e soprattutto sulla responsabilità di quanto accaduto sabato sera in Piazza San Carlo, dove migliaia di tifosi stavano assistendo alla finale della Champions League tra Juventus e Real Madrid.
Il dato preoccupante riguarda il numero dei feriti: si parla di circa 1.527 persone che hanno chiesto svariati tipi di assistenza medica.
Ma cosa ha scatenato questa situazione?

Forse è stato il crollo della ringhiera di una scala che accede al parcheggio sotterraneo in Piazza San Carlo che ha portato il panico tra la gente, precisamente subito dopo il terzo goal del Real Madrid. Ma non solo: anche una vetrina del bar Caffè Torino, nel giro di pochi minuti è stata trovata frantumata.
E secondo alcuni testimoni: “Un ragazzo ha lanciato un fuoco, dicendo che era una bomba“, ma allo stesso tempo c’è chi afferma di non aver udito nulla.

Anche se lo stato di paura è durato poco, il panico ha preso il sopravvento, in particolar modo da chi dice di aver sentito la caduta della ringhiera situata vicino al parcheggio.
Di conseguenza, tantissime persone hanno iniziato a fuggire e a spingersi a vicenda, lasciando cadere per terra bottiglie di vetro, scarpe, borse, sciarpe della Juventus e tantissimi altri oggetti.

E’ stato principalmente il panico ad aver causato questo elevato numero di feriti, tra cui un bambino di 4 anni che è in gravissime condizioni.
La casualità vuole che tutto ciò sia tra l’altro accaduto poco prima degli attentati a Londra.
La paura tra la gente è tanta e bastano davvero piccoli segnali per seminare attimi di terrore e paura.

Riguardo il responsabile che ha lanciato il falso allarme non si sa nulla, ma certo è che si vorrà capire qualcosa in più sull’accaduto, come sostengono i corpi di indagine italiani.

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